"Quelle fette di salame"

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Questo episodio risale a quando Panna era cucciola, aveva circa 4 mesi e con la furbizia propria dei cuccioli, un giorno mise in atto un furto di salame, alimento proibitissimo nella sua dieta.

Mia madre lasciava spesso sul tavolo della cucina dei cartocci di salame e Panna non poteva resistere a quell'odore invitante. Non ho mai capito come fece a rubare quel salame. Il tavolo era alto un metro e lei è alta appena 20 centimetri, forse il cartoccio sporgeva un po' dal tavolo e mettendosi dritta sulle zampine posteriori riuscì a raggiungerlo.

Fatto è che ad un certo punto vedo Panna aggirarsi per casa con delle fette di salame sopra la groppa appese ai suoi candidi boccoli, tipo i soldi di cioccolato che si attaccano all' albero di Natale!

Beata innocenza! Tutte le fette di salame che aveva tentato di prendere le erano cadute addosso e non poteva nemmeno mangiarle! Meno male!

Immagino quali problemi intestinali gli avrebbe procurato quell' ingordigia!

Da quel giorno prestammo maggiore attenzione a non lasciare incustodito il tavolo della cucina.

Panna da cucciola aveva anche il vizio di mangiare i soldi. Gli umani se li "mangiano" spendendoli, Panna invece se li mangiava proprio!

Una volta fece a pezzi masticandole , 50.000 lire che avevo dimenticato sopra il divano! Beata ingenuità di chi non dipende dal denaro e non ne conosce il valore, contrariamente alle persone che vivono per esso! Potrei stare delle ore a osservarla in tutti i suoi comportamenti buffi che lei mette in atto con disinvoltura e inappuntabile serietà e sono attonita e stupita di fronte a questo essere intelligente , sensibile e misterioso.

Anche Lulù fa la sua parte di marachelle, una volta riuscì a rubare un maritozzo con panna e cioccolato che stavo mangiando. Dovevo di fretta uscire di casa per ritirare la posta e lasciai senza pensarci troppo il maritozzo sopra un mobiletto dell'ingresso alto circa 60 cm. Le mie piccolette pelose non si lasciarono sfuggire nessun movimento e annusarono subito l'occasione.

Lulù entrò in azione, in men che non si dica si alzò a due zampe raggiungendo il tavolino, quindi afferrò il maritozzo.Quando tornai a casa dopo meno di un minuto, non trovai più il mio maritozzo. Mi domandai dove fosse , forse l'avevo finito prima e non me ne ricordavo!?

Lulù era dentro la cuccia che fingeva di dormire con il tartufo che fendeva l'aria come un timone.Capii al volo l'accaduto , vidi i baffi ancora sporchi di nutella.

Fui preoccupatissima per le conseguenze di quell'ingordigia, già immaginavo i sintomi di un' acuta indigestione che non avrebbe tardato a manifestarsi, mentre ero in preda ad un lacerante "mea culpa".

Invece, fortunatamente, non successe nulla di tutto ciò, il maritozzo filò liscio come l'acqua nelle viscere di Lulù senza alcuna conseguenza gastrica o intestinale.Quello stravizio, che si era concessa per mia distrazione e la paura che rimisi fu per me una lezione, m'insegnò ad essere meno distratta a non lasciare più a portata di "nanetto peloso" nessun dolciume tassativamente proibito dalla sua dieta.

 

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