CIAO LULU' anzi arrivederci......

in te c'era la vera essenza della vita e la pienezza dell'amore.

Grazie per tutto il tuo amore in 16 anni passati insieme, sei stata il più bel dono che la vita ci ha dato.


Lulù (20-01-1991/25-10-2007)

Al mio più grande amore, dolce fiorellino, compagna perfettissima, angelo a 4 zampe

Mie care mamme, non piangete, sono dovuta andare là, dove tutte le creature viventi vanno quando i  loro giorni sono finiti. La mia vita è andata, come la foglia staccata dal ramo in questi tristi giorni d’Autunno, come il giorno che si fa breve e si spegne nelle nebbie che si addensano per aggiungere  tristezza ai giorni dell’addio.

Era un lontano giorno di 16 anni fa quando nacqui nella vostra casa, sembra ieri, ma il tempo passa veloce.

Dapprima giovane cucciola, mi avete insegnato ad affrontare la mia vita a 30 cm da terra, a schivare i pericoli , ad essere un cane buono e fedele, così, giorno dopo giorno, sono diventata la vostra bella cagnolina dai boccoli bianchi e vaporosi, sincera compagna di una vita, il vostro raggio di sole mattutino, il vostro grande amore .

 Non mi avete fatto mancare nulla: l’amore e la compagnia, le cure e i vizi, i giocattoli e le coccole, sono in ogni nostro giorno passato.

Ma poi, anno dopo anno, impercettibile il tempo ha rubato i nostri giorni felici, si è adagiato sulle mie zampine stanche e ha calato un velo sui miei occhi di brace. Sono arrivati i lutti e  i dolori, non ho più visto la mia dolce mamma Panna, e ho smesso di giocare. Piano piano la gioventù è scivolata nella vecchiaia che per noi cani giunge troppo presto. Sono diventata la vostra nonnina,  d’accudire e curare con maggiore attenzione. Avete accordato i vostri passi al mio passo stanco e siete state il mio faro sulla strada che si faceva sempre più buia. Finchè, all’improvviso e in un brevissimo tempo,  su quella stradina le vostre voci si sono fatte sempre più lontane, gli odori sempre più fievoli, mentre udivo altre voci in lontananza. Allora, vagavo per la casa, sbattendo contro ogni angolo, cercando una via per arrivare a loro, come impazzita.Intanto la malattia  avanzava e consumava il mio corpicino, le pappe prelibate che un tempo divoravo in un baleno, erano peggio di una medicina amara. A nulla serviva quell’ago collegato ad un tubicino trasparente che tante volte mi aveva trafitto per mandarmi il liquido vitale. Perché contro il tempo assassino, non c’è medicina che possa giovare. Quando ormai non mi reggevo più nemmeno sulle zampine per bere dalla scodella dell’acqua, e il mio respiro si faceva greve, avete capito che la mia sofferenza voleva pietà ed io ve la chiedevo. E’ stata un decisione difficile, avete preso tempo, aspettato  invano una ripresa, o che andassi da sola, senza soffrire, ma ormai non c’era più tempo: non ero più nemmeno l’ombra della vostra cagnolina . Così, in quel freddo ambulatorio, sono tornata non più per l’ennesima flebo, ma per trovare il sentiero dove mi aspettavano i miei angeli cani. Era un giorno piovoso di Ottobre e il cielo piangeva con voi. Pensavate: “Ecco bisogna restituire ciò che il cielo ci ha mandato, poiché nulla su questa terra ci viene regalato”

 Mi avete dato un ultimo saluto bagnando di lacrime la mia bianca pelliccia, ringraziandomi per tutto quello che vi avevo dato. Sarebbero bastati pochi minuti, non sentire nulla, non soffrire più, ma soffrirete voi per la mia mancanza. Non ci sarò più dietro la porta di casa stasera, ad aspettarvi scodinzolando felice o abbaiando festosa, come facevo prima della malattia.Ma ora, ero  già assente, non vi vedevo più, intorno a me vedevo i miei angeli cani, tra loro c’erano i miei genitori canini: Panna, e Dindi, e poi i miei fratellini e tanti amici  cani con cui avevo giocato. E poi anche la nonnina e il papà umani.“Ecco dove eravate finiti, per quello non vi avevo più visto”  Ma ora io volevo tornare da voi,  che piangevate disperate, non volevo darvi questo dolore.

  “Inutile”- dissero gli angeli cani, loro non ti potranno più vedere....

“Perché ?” chiesi loro.

“Perché è così” dissero loro. “Gli umani la chiamano morte e nessun vivo può vedere nessun morto, come nessun giorno può vedere la sera e nessun bianco può vedere il nero.

Ma su questo sentiero di ricordi io posso ritornare per  raggiungere il vostro cuore, allora non piangete la mia assenza perché  un giorno ci rivedremo, in quel Paradiso dove ci sono uomini e cani buoni.

 Fino a pochi giorni fa, ero ancora qui , negli angoli della casa dove ero solita sonnecchiare, alzando ogni tanto la testina per guardarvi , perché ogni nonnina è un po’ ansiosa, ha strani presentimenti ed ha paura.

Non sarò più presente nel vostro domani, non potrò più venire a darvi la sveglia aprendo la porta con il musetto, o grattandola con lo zampino.  Riempite questo vuoto con i ricordi,  cercatemi in un raggio di sole che illumina il vostro mattino,in quel fiore meraviglioso che sboccia nel vostro giardino, in questo profumo intenso  rimasto impigliato nel boccolo bianco che vi ho lasciato. Il mio cammino con voi è terminato,lo so, forse troppo breve vi è sembrato, perché non c’è tempo che basti per chi ama ed è riamato”

Lulù

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